Megaliti di Nardo Di Pace (VV)

I ritrovamenti avvenuti nei primi anni del nuovo millennio, più precisamente nell'anno 2002 in seguito ad un grosso incendio che, disboscando notevolmente la zona, diede risalto a questi enormi complessi di pietre accorpate fra loro, sono da un punto di vista archeologico nonché antropologico molto interessanti, in quanto aprono scenari di notevole interesse circa l'esistenza di popolazioni di molto antecedenti la colonizzazione delle terre calabresi da parte dei greci. I cosiddetti Megaliti di Nardodipace, collocabili temporalmente tra il V e il II millennio a.c., sono collocati in due zone distinte: Geosito A e Geosito B.

I Megaliti sono costituiti da quarzo e granito e, simili strutturalmente ai megaliti inglesi, hanno provocato negli anni ferventi polemiche. La questione riguardante i megaliti è ancora aperta e ha visto nel corso degli anni la tesi sismologica gettare non pochi dubbi sulla teoria di una civiltà che abbia colonizzato questi territori e lasciato un segno quasi indelebile sul territorio.


Ascia Votiva di Artemisia

In meno di 20 cm. di bronzo magistralmente lavorato, un “frammento” della leggendaria Sibari delle origini, quella fondata nell’VIII sec. da un gruppo di Achei del Peloponneso e distrutta nel VI dai Crotoniati, dopo aver governato su quattro tribù e 25 città e dato vita a una delle più raffinate declinazioni della civiltà greca in Occidente. Almeno questa è l’origine ancora oggi assegnata dal British Museum alla manifattura della bellissima ascia votiva che reca incisa sulla lama una delle più antiche iscrizioni note in dialetto dorico e alfabeto acheo;  Da fonti ottocentesche, come il canonico calabrese Leopoldo Pagano (1857), ricaviamo che l’ascia fu rinvenuta a Casalini della Porta o Casolari della Porta della Serra, luogo in cui si trovano i resti dell’antica e misteriosa città di Artemisia, a 893 metri di altezza, non lontano dal noto Santuario-Basilica della Madonna del Pettoruto, in territorio di San Sosti (Cosenza), piccolo borgo ai piedi del versante sud-occidentale del Pollino. Un sito che nel tempo ha restituito tracce che vanno dalla protostoria fino al medioevo, ubicato in un area che nell’antichità magno-greca dovette essere molto frequentata trovandosi lungo il percorso istmico che dal versante jonico portava a quello tirrenico. Artemisia potrebbe coincidere con la città di Artemision menzionata da Ecateo di Mileto – geografo greco vissuto nel VI secolo – quale insediamento enotrio finito sotto l’influenza di Sibari.

Castiglione di Paludi

Castiglione di Paludi è un sito archeologico situato nel comune di Paludi, in provincia di Cosenza. Il sito si trova su un colle a circa 8 km dal mar Ionio, tra le valli dei torrenti S. Elia e Scarmaci-S. Martino che confluiscono nel vicino torrente Coserie

Fiumefreddo Bruzio (CS) - Castello della Valle

Fiumefreddo Bru

zio (Jiumifriddu in dialetto calabrese) è un comune italiano di 2.940 abitanti situato nel Basso Tirreno Cosentino, in provincia di Cosenza.

Il castello fu fondato nel 1201, Nel 1531 il feudo di Fiumefreddo venne donato da Carlo V d'Asburgo al marchese Ferdinando De Alarçon-Mendoza. Questi fece rimodernare il castello per uso residenziale secondo il gusto tardorinascimentale dell'epoca: a questa fase di interventi risale il portale d'ingresso michelangiolesco.

Nel 1806-1807 il castello subì un duro assedio dalle truppe napoleoniche, in quella occasione fu quasi completamente distrutto. Dichiarato “Monumento Contro Tutte le Guerre”  il 26 novembre 2006, nonostante il restauro le cannonate del generale Renyer sono ancora ben visibili. 

Alla metà degli anni Settanta Salvatore Fiume al castello dipinse le pareti di una sala, all'epoca scoperchiata ed oggi restaurata e coperta, esattamente nel 1975.

Nel Castello della Valle “La Stanza dei desideri” “è sicuramente il suo capolavoro, i ruderi delle mura sono ricoperti da dipinti che illustrano il “sogno dell'artista su Fiumefreddo” e due sculture, dedicate alla vita del passato, sembrano osservare la magia di quei dipinti”, ha scritto qualche tempo fa sulle pagine della rivista Mythos il giornalista Sergio Zanardi. Fiume dipinse le pareti interne e alcune pareti esterne del castello. Nel 1996, un anno prima della sua scomparsa, tornò a ridipingere le pareti interne del castello dopo che gli affreschi originali erano stati distrutti dalle intemperie. Oggi le due sculture sono state spostate presso la Sala Consiliare. 

I Giganti della Sila (CS)

Sull’altipiano della Sila si conservano alberi alti fino a 45 metri, dal tronco largo 2 e dall’età straordinaria di 350 anni, testimoni delle antiche selve silane. Un bosco ultracentenario con oltre 60 esemplari di pini larici e aceri montani piantati nel Seicento dai Baroni Mollo, proprietari del vicino Casino, donato al FAI nel 2016.
La selva fu sfruttata nei secoli dai pastori per estrarre dai tronchi una resina infiammabile come la pece; era una risorsa preziosa che tra Sei e Settecento fu oggetto di numerosi provvedimenti del governo di Napoli, emessi per limitare le frequenti minacce di abbattimento. Con la Seconda Guerra Mondiale, i terreni furono espropriati e reintegrati poi nel patrimonio dell’Ex Azienda di Stato per le Foreste Demaniali che, insieme alla famiglia Mollo, promosse l’istituzione dell’attuale Riserva Naturale Guidata Biogenetica allo scopo di studiare, conservare geneticamente e tutelare questo patrimonio storico-naturale di enorme valore. L’intervento dell’uomo, oggi, ha il solo scopo di lasciare che la natura faccia il suo corso, e poter così osservare l’evoluzione naturale del bosco offrendo un ambiente spontaneo ad animali che vivono ormai in pochi altri luoghi del Paese.
Passeggiare in mezzo a questo prodigio di indubbia spettacolarità suscita meraviglia e ammirazione.

Cattolica di Stilo (RC)


La Cattolica è una piccola chiesa bizantina a pianta centrale di forma quadrata, e si trova alle falde del monte Consolino a Stilo in provincia di Reggio Calabria Dal 2006 fa parte della lista dei candidati, insieme ad altri 7 siti basiliano-bizantino calabresi, per entrare a far parte dell'elenco UNESCO dei siti Patrimonio dell'umanità.

La denominazione di Cattolica stava ad indicarne la categoria delle "chiese privilegiate" di primo grado, infatti con la nomenclatura impiegata sotto il dominio bizantino nelle province dell'Italia meridionale (soggette al rito greco), la definizione di katholikì spettava solo alle chiese munite di battistero. La Cattolica era la chiesa madre tra le cinque parrocchie del paese, retta da un vicario perpetuo (succeduto al protopapa di epoca bizantina), che aveva diritto di sepoltura al suo interno. Ne sono testimonianza i resti umani rinvenuti in un sepolcro marmoreo con un anello di valore.

La storia della Cattolica è avvolta da un silenzio assoluto sino al XIX secolo, quando ne appare la prima citazione nella Memoria istorico-geografica del canonico Michelangelo Macrì (1760-1837) di Siderno, attestando così la continuità d’uso della chiesa a quel tempo. Fu illustrata per la prima volta da Heinrich Wilhelm Schulz nel 1840 nel corso dei suoi viaggi in terra calabra. 

La Cattolica di Stilo, è un'architettura bizantina, assimilabile alla tipologia della chiesa a croce greca inscritta in un quadrato, tipica del periodo medio-bizantino. All'interno quattro colonne dividono lo spazio in nove parti, all'incirca di pari dimensioni. Il quadrato centrale e quelli angolari sono coperti da cupole su delle colonne di pari diametro, la cupola centrale è leggermente più alta ed ha un diametro maggiore. Su un lato sono presenti tre absidi.